domenica, Maggio 16

2015, tra terrore, guerra e speranza nel futuro Da gennaio a dicembre, un anno di eventi che hanno segnato la storia del mondo

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Nessuna pace in Palestina. Il 15 ottobre scoppia quella che è stata fin da subito ribattezzata la Terza Intifada, o Intifada dei coltelli.  Gerusalemme ancora una volta è teatro delle violenze che nascono proprio dalla volontà di Israele di militarizzare la moschea Al Aqsa. Dall’inizio del mese, una coppia di israeliani viene uccisa mentre è  in macchina e Israele vieta l’accesso alla città vecchia. Nei giorni successivi viene ammazzato un ragazzino di 13 anni a Betlemme, un diciottenne e un diciannovenne palestines, rincorso e ammazzato da due ebrei ultra ortodossi. L’ira è inarrestabile e i giovani cominciano una violenta rivolta con l’obiettivo di accoltellare gli usurpatori di terra. Per la prima volta non c’è una regia politica dietro l’ondata di violenze, né un’organizzazione autonoma di ragazzi. E forse è anche per questo che la situazione sembra ancora fuori controllo.

Il 20 novembre, a Bamako, capitale del Mali, un commando armato assalta il Radisson Hotel prendendo in ostaggio 170 persone tra cui 13 impiegati.  Uomini armati fanno irruzione sparando all’impazzata e ammazzano subito tre persone, un francese e due maliani, poi trattengono tutti all’interno della hall salendo piano per piano per individuare eventuali altri ospiti. L’allarme è lanciato immediatamente e la conferma dell’attentato arriva pochi minuti dopo dal ministro dell’interno del Mali, Salif Traore, che annuncia, poi, il blitz delle forze speciali francesi e americane. I primi ostaggi sono liberati solo perché alla richiesta di recitare il Corano riescono a rispondere. Tra loro 12 membri dell’equipaggio di Air France, mentre tre dipendenti della Turkish Airlines riescono a fuggire. Il Pentagono fa sapere che anche 6 americani sono tratti in salvo mentre all’interno dell’hotel restano intrappolate molte altre persone. Al momento dell’attacco la struttura è piena al 90% e frequentata soprattutto  da stranieri che lavorano nel Paese, tra cui anche alcuni militari della missione Onu Minusma. L’attacco è rivendicato dal gruppo jihadista Mourabitounha, una cellula di al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi) che invia un audio alla tv araba al-Jazeera. I terroristi spiegano che l’assalto è stato compiuto per prendere ostaggi e chiedere in cambio della liberazione, di fermare l’aggressione contro la popolazione del nord del Mali.

Il terrorismo colpisce anche gli Stati Uniti. Il 2 dicembre a San Bernardino, in California, una coppia entra all’Inland Regional Center, un centro per disabili, e sparano alla gente che si trova lì per partecipare a una festa. I killer sono il cittadino arabo-americano Syed Farook, ex ispettore sanitario, e la moglie Tashfeen Malik, di origini pakistane. L’Fbi spiega che si tratta di un attentato di matrice islamista, ma ideato solo dalla coppia di fanatici, senza nessun apparentamento a organizzazioni criminali.

 

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