lunedì, Settembre 27

2 Giugno: la Cei fa lo sgambetto sui migranti

0

A meno di un giorno dai festeggiamenti previsti per il 2 Giugno ecco arrivare una severa ammonizione al governo da parte del segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), Mons. Nunzio Galantino, che, in un’intervista rilasciata al quotidiano  ‘Repubblica‘, si discosta dall’idea di una possibile attuazione di alcuni centri d’identificazione in mare e afferma: «L’hotspot è una riedizione in brutta copia dei luoghi di trattenimento di persone. Le Organizzazioni internazionali a tutela dei diritti umani, come anche la Fondazione Migrantes e la Caritas Italiana, hanno già ricordato che i migranti salvati in mare hanno il diritto, sulla base di una storia personale e non di una lista di cosiddetti “paesi sicuri”, di presentare domanda d’asilo e al ricorso se una domanda non venisse accolta. Sulle navi questo percorso di protezione internazionale non è possibile. Come non è pensabile l’utilizzo di navi destinate al soccorso per far stazionare nel Mediterraneo migliaia di persone in attesa di una non precisata destinazione. A meno che le si voglia riportare nei porti della Libia e dell’Egitto, condannandole a nuove forme di sfruttamento». Non è mancata la replica del Ministro degli Interni Angelino Alfano che risponde: «Io capisco le parole di monsignor Galantino che fa il vescovo, io però faccio il ministro dell’Interno e ho il dovere di far rispettare le leggi. Le leggi prevedono che ai profughi venga concesso asilo e che gli irregolari vengano rimpatriati. Abbiamo un grande cuore ma non possiamo accogliere tutti» e aggiunge: «Noi siamo campioni del mondo di umanità e accoglienza questo ci viene riconosciuto unanimemente e ci ha attirato i complimenti di molti e anche le critiche delle opposizioni di estrema destra. Gli hotspot non sono centri di trattenimento, sono luoghi dove avviene la fotosegnalazione dei migranti finalizzata al loro smistamento fra profughi e irregolari. Se questa procedura avvenisse in mare  avremmo un’efficienza maggiore al momento dello sbarco, perché non è che noi siamo avvisati in anticipo di quanti ne arrivano ogni giorno: potremmo risolvere tutta una serie di questioni sui moli, ma è un’ipotesi su cui si sta ragionando, non c’è nessuna obbligatorietà fatto salvo che sarebbero comunque garantite l’assistenza umanitaria e l’accoglienza». Insorge la Lega Nord con il segretario Matteo Salvini che, indispettito e seccato dalle dichiarazioni del porporato, attacca duramente: «Galantino complice scafisti, chieda scusa» e rincara la dose: «Chi parla così è complice degli scafisti e nemico degli italiani e dei rifugiati veri. Mi auguro che ora rettifichi o chieda scusa» concludendo: «La quota di immigrati che l’Italia può accogliere in questo momento è zero. Non deve più artire un solo gommone, più ne partono più ne muoiono in mare». A lui si aggiunge il capo gruppo del Carroccio al Senato Gian Marco Centinaio che controbatte: «La folle, assurda e irresponsabile proposta di Galantino ricadrebbe sulle tasche dei cittadini. Il danno irrimediabile sarebbe sociale, economico e culturale: quanto chiesto dal monsignore è assurdo. Comunque, Galantino proponga in Vaticano di mettere a disposizione dello Stato per l’accoglienza i fondi dell’8X1000, dello Ior e il loro incalcolabile patrimonio immobiliare»

E’ polemica dopo le dichiarazioni rilasciate al quotidiano ‘Repubblica‘ da parte del candidato repubblicano alla Presidenza degli Stati Uniti Donal Trump, in merito ai suoi rapporti con Matteo Salvini: «Non ho voluto incontrarlo» afferma il magnate statunitense prendendo le distanze anche dalla fazione Front National guidata da Marine Le Penn. Ma il leader leghista proprio non ci sta e su ‘Repubblica.it‘ spiega: «Questa cosa  mi fa molto ridere. L’intero impianto di quell’intervista ha dell’incredibile. Le dico solo che ci sono almeno una dozzina di e mail di preparazione di quell’incontro»

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->