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2 Gennaio: Sera

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2 Gennaio 1959: Che Guevara viene nominato Comandante. Rivoluzionario, guerrigliero, scrittore e medico argentino, Ernesto Guevara de la Serna è la figura simbolo dei movimenti rivoluzionari. Nato in una famiglia borghese trascorse molto tempo a viaggiare in America Latina a cavallo di una motocicletta  cui aveva dato il soprannome di “La Poderosa II“. Dopo aver visto la povertà  influenzato dalle teorie marxiste, concluse che solo la rivoluzione avrebbe potuto risolvere le disuguaglianze sociali ed economiche che attanagliavano l’America Latina. Cominciò così ad immaginare la possibilità di un Sud America unito, senza confini, legata da una stessa cultura. Dopo la laurea in medicina nel 1953, Guevara ricominciò a viaggiare tra tutti i Paesi sudamericani, dove prese contatto con diversi esuli cubani, legati a Fidel Castro e partecipò alla rivoluzione popolare in Guatemala contro il Governo di Carlos Castillo Armas., dove rafforzò ulteriormente la convinzione secondo cui solo il socialismo e la lotta armata avrebbe risolto i problemi dei paesi poveri. Al suo arrivo in Messico, si mise in contatto con Raúl e Fidel Castro che lo convinsero a prendere al  Movimento 26 Luglio , per rovesciare il Governo del dittatore cubano Fulgencio Batista. Il 2 dicembre avvenne lo sbarco a La Playa de lasColoradas nella Cuba sudorientale, ma furono subito avvistati dai militari cubani che li costrinsero a ripiegare sulle montagne della Sierra Maestra, dove continuarono la guerriglia contro il regime. Dopo anni di scontri, nel 1959 Batista fuggì nella Repubblica Dominicana e la colonna armata del ‘Che’ entrò nella capitale di Cuba, L’Avana.

Per i sei mesi in cui rivestì l’incarico di Comandante della prigione, dove assistette ai processi degli ex ufficiali del regime di Batista, organizzò una scuola di alfabetizzazione per tutti gli ex combattenti, dove incontrò Salvador Allende, futuro Presidente del Cile. Anche se in seguito divenne Presidente della Banca Nazionale di Cuba, non dimenticò i suoi intenti rivoluzionari atti alla liberazione dei popoli latini: già nel 1959 aiutò ad organizzare i tentativi rivoluzionari a Panama e nella Repubblica Dominicana, seguendo quello che fu poi definito nel suo libro ‘Guerrilla’  il ‘modello cubano di rivoluzione. Durante la crisi missilistica che investì l’isola di Cuba  nell’ottobre 1962, Guevara percepì come un tradimento sovietico la decisione del Presidente sovietico Kruscev di ritirare i missili da Cuba.

Il 3 ottobre di quello stesso anno, il Che scrisse una lettera a Castro dove dichiarava la sua intenzione di abbandonare l’isola e di andare a combattere altrove per la Rivoluzione, dimettendosi da tutte le cariche che occupava, nel Governo, nel Partito e nelle Forze armate, rinunciando anche alla cittadinanza cubana concessa nel 1959 per i suoi meriti nella rivoluzione. Ciononostante il Che avrebbe guidato personalmente la prima azione militare cubana in Africa, nell’ex Congo Belga, che però si rivelò fallimentare sotto vari punti di vista. Peregrinò per qualche anno tra l’Europa e l’America Latina prima di decidere di aderire alla rivoluzione scoppiata in Bolivia per combattere il Governo di René Barrientos Ortuño, il quale ordinò al suo esercito di dare la caccia al gruppo capitanato dall’esule cubano, l’ ELN (Ejército de LiberaciónNacional de Bolivia). Che Guevara venne ucciso dai militari boliviani il 9 ottobre 1969 e le fotografie del suo corpo mostrate alla stampa fecero nascere una sorta di culto religioso, vivo ancora oggi in Bolivia, della sua persona, dove venne paragonato alla scultura del ‘Cristo’ morto di Andrea Mantegna.

 

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