sabato, Dicembre 4

1934-55: gli anni che cambiarono l’Austria Dal legame con il Terzo Reich al periodo buio che portò solo 21 anni dopo a riottenere la propria sovranità territoriale

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Gli anni fra il 1934 e il 1938 legarono indissolubilmente il destino dell’Austria a quella del Terzo Reich di cui andò a costituire parte integrante: la pesante sconfitta della Germania nazista nella Seconda Guerra Mondiale fu anche la sconfitta dell’Austria nazista, che condivise con i propri cugini tedeschi le modalità e le pene dell’occupazione post-bellica. Il territorio austriaco e la città di Vienna (così come avvenne per il territorio tedesco e per la città di Berlino), venne suddiviso in quattro aree d’occupazione dalle potenze vincitrici del secondo conflitto mondiale (Stati Uniti, Unione Sovietica, Inghilterra e Francia); l’Austria, così come la Germania, dovette subire simili condizioni dai trattati di pace, sebbene meno umilianti e, per questo, più lungimiranti rispetto a quelli della Prima Guerra Mondiale, essendo questa volta intenti a non scatenare quei sentimenti di rivalsa che furono terreno fertile per l’insorgere dei movimenti nazifascisti che avevano ricondotto l’Europa nel baratro nel ‘39.

L’Austria rimase in queste condizioni precarie per 10 anni, finché nel 1955 riuscì a riottenere la propria sovranità territoriale a seguito del Trattato di Indipendenza stipulato con le quattro potenze vincitrici e  dichiarando, con essa, la propria neutralità. Il clima di quegli anni, tuttavia, non fu così sereno: se da una parte c’era la stanchezza e la devastazione dovuta ai pesantissimi anni di guerra appena trascorsi, dall’altra vi era l’incertezza legata per il futuro, di cui non si conoscevano i contorni, anche alla luce delle tensioni che si stavano creando fra URSS e USA e i rispettivi alleati: come potevano decidere del futuro austriaco le due superpotenze in così evidente contrasto? Basti pensare che ancora nel 1952, a soli tre anni dall’indipendenza, usciva un film dal titolo ‘1. Aprile 2000!’, ambientato in un Austria che, a 55 anni dalla fine del conflitto mondiale, sarebbe ancora stata suddivisa fra le potenze occupanti. È un film dal tono spesso leggero e quasi mai drammatico, ma ci può offrire in controluce quel senso di incertezza che aleggiava in quei tempi nelle gloriose terre un tempo protette dall’Aquila Bicipite simbolo della casata degli Asburgo.

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