venerdì, Luglio 30

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Non lo sapevamo, in quel momento, ma ci trovavamo di fronte a un evento che ha cambiato la storia del mondo occidentale, aprendo tante questioni finora irrisolte, anzi persino ampliatesi”, dice uno dei massimi giornalisti italiani, Giulio Anselmi, oggi Presidente ‘ANSA’, ricostruendo il ‘suo’ 11 settembre 2001 nel servizio a firma di Annamaria Barbato Ricci, insieme ad altri dieci giornalisti e scrittori.

Questioni ‘irrisolte’, anzi, ‘ampliatesi’: allo scoccare del 13° compleanno della memorabile deflagrazione, il primo Presidente USA Nobel per la pace, Barack Obama, è costretto andare in TV e fare un discorso alla Nazione nel quale, sostanzialmente, dichiara che, dopo 13 anni e un paio di guerre, gli Stati Uniti e il mondo sono ancora e nuovamente in guerra contro ilcancrodel terrorismo. E’ la guerra permanente, diffusa, infinita che abbiamo provato a scandagliare.

Secondo Paolo Ercolani, docente di storia della filosofia e teoria e tecnica dei nuovi media all’Università di Urbino, studioso del liberalismo e del passaggio epocale dalla società industriale a quella in Rete, con l’11 settembre,  tocchiamo solo la punta di un iceberg, è un ‘effetto’ del “lungo dominio occidentale, prima coloniale poi imperialistico, su terre e popolazioni che oggi si trovano a poter reagire“, dice nell’intervista rilasciata a Federica Ferretti. E Giulietto Chiesa, storico corrispondente ‘RAI‘ dall’URSS prima e dalla Russia dopo, a Ferretti conferma la tesi avanzata già nel 2002, appena un anno dopo le Twin Towers, l’11 settembre “di certo è stata una svolta, così come non sono affatto convinto che il Califfo sia il pericolo, ma il sintomo della crisi”, è la “crisi delle risorse”, la quale “apre un’epoca inedita”. Una crisi, una guerra -permanente, diffusa, infinita- combattuta non solo più dagli eserciti tradizionali, la guerra si è privatizzata, come illustra l’analisi di Nino Orto.

 

 11.09.2014 –  Quel fatidico 11 settembre  Annamaria Barbato Ricci
11 voci ci raccontano il ricordo di quell’11 settembre vissuto all’insegna dell’incredulità e del dolore
L’11 Settembre 2001 nelle parole di: Claudio Angelini, Giulio Anselmi, Aldo Cazzullo, Riccardo Chiaberge, Francesco De Palo, Alessandro Di Liegro, Alberto Forchielli, Mario Fratti, George Lambrinopulos, Sandra Petrignani, Giovanni Ramunno

11.09.2014 – 11 settembre: la storia che si ripete  Hatem Younes
La decisione di Bush di attaccare, escludendo la via del capire
Quel giorno è stato una sorta di spartiacque per il mondo occidentale; infatti mentre in Europa ed America è nato sempre più un sentimento islamofobico, nei Paesi islamici è andato sempre più crescendo l’odio verso l’Occidente

11.09.2014 – 11 settembre  Gabriele Della Rovere
Tredici anni dopo: vinti e vincitori, violenza e nonviolenza 
Hanno vinto gli ideatori ed i realizzatori dell’attacco; Ha perso l’’Occidente’, inteso come entità che vuole affermare propri valori

11.09.2014 –  Il Califfo: più che pericolo, sintomo della crisiFederica Ferretti
Intervista a Giulietto Chiesa: la guerra infinita è la crisi delle risorse che apre un’epoca inedita
L’11 settembre di certo è stata una svolta. Il sistema mediatico occidentale mette il Califfato al centro dell’attenzione, in realtà, non potrebbe muoversi se non ci fossero dollari a sovvenzionarlo; poi, c’è un esercito vero, rodato finanziato dall’Arabia Saudita e dal Qatar, il tutto è mosso da Stati Uniti e Israele

10.09.2014 – 11 settembre: il colpevole è l’OccidenteFederica Ferretti
Intervista con Paolo Ercolani. “Il conflitto permanente lo abbiamo alimentato noi con le nostre mire imperialistiche
L’11 settembre 2001 è un effetto, non rappresenta l’origine di nulla, se non del radicalizzarsi delle azioni militari dell’Occidente cristiano in territori che controlliamo da secoli. Stavolta con il pretesto di reagire a un attacco terroristico da parte del fondamentalismo islamico

10.09.2014 – Come si è privatizzata la guerraNino Orto
Dall’11 settembre 2001 l’accelerazione della privatizzazione della guerra
Le guerre si combattono oggi non più con gli eserciti, ma con i mercenari. Il rapporto di ufficiali militari per imprenditori privati è passato da 1:60 durante la prima guerra del Golfo (1991) , a circa 1:130 nei recenti conflitti in Afghanistan e in Iraq.  L’esternalizzazione verso il privato ha creato una grande e prospera industria

 

(in progress – ultimo aggiornamento 11.09.2014, ore 19,30)

 

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