domenica, Aprile 11

100 anni di Forapagliero 40

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forapagliero_1920

 

Rocha – È il mese di settembre 1990: il sindaco di Carrù -entusiasta- convoca i funzionari comunali e gli mostra un documento appena consegnato da un cittadino. Vittorio Forapagliero Barrios aveva appena portato al comune un documento originale dei suoi nonni, che il funzionario italiano ha descritto come «una reliquia»Il 28 agosto a Rocha si celebrerà il centenario dell’azienda fondata da uno tra i moltissimi italiani arrivati ​​in queste terre con la speranza di “farcela in America.” Don Vittorio, il nonno, si era stabilto a Rocha, dove ha lavorato per creare un mini impero economico, con gli sforzi propri e quelli dei suoi collaboratori e familiari. La storia dell’azienda ha attraversato diverse fasi e il nipote del fondatore, oggi consigliere e che dirige l’azienda, ce l’ha raccontata. Victorio, come qui tutti sanno, è una guida attiva della comunità italiana, membro della Camera di Commercio Italiana e suo rappresentante a Rocha. È il segretario generale della Società Italiana di Rocha e partecipa a molte altre attività culturali e di servizio.Con eccitazione ed entusiasmo, ha raccontato a “L’Indro” la ricca storia della vita di suo nonno, Don Vittorio Forapagliero Blengino.

“Mio nonno è nato a Carrù, in provincia di Cuneo, Piemonte, il 29 febbraio 1884. Si è sposato solo una volta, con Margherita Vinai Virginio, nata a Magliano Alpi, sempre in provincia di Cuneo. Furono tra i primi immigrati a raggiungere Rocha, nel 1912,  con il piccolo Giuseppe, nato tre anni prima. Quarant’anni prima del loro arrivo si era già stabilita a Rocha una cugina di mia nonna. Doña Teresa Virginio Vinai, che a sua volta aveva avviato un business importante, fondando la prima “stazione di posta”, dove dormivano i passeggeri in viaggio verso Montevideo (200 km da qui), partendo da diverse destinazioni dell’interno del paese. Alla locanda si potevano sostituire i cavalli che trainavano le diligenze e Doña Teresa offriva ai passeggeri il pranzo e gli alloggi. Con lei si sono iniziati a conoscere la pasta e il cibo all’italiana, e lei stessa trasmise a mio nonno l’idea che questo benedetto paese gli aveva dato la pace, la libertà e un’opportunità di lavoro, ciò che lo ha convinto a venire qui con la sua famiglia.”

 

L’inizio con un piccolo negozio

“La prima cosa che il nonno ha fatto è stato installare un piccolo commercio di articoli vari, di alimentari e salumeria, che proseguiva un lavoro da lui già svolto in Italia. L’attività è iniziata il 28 agosto del 1914 e da quel momento il nostro nome è rimasto legato non solo alla vita commerciale di Rocha e Montevideo, ma anche di altre zone del paese.  A poco a poco l’attività è progredita ed è stato acquisito un nuovo negozio. Si è esteso sui prodotti all’ingrosso e ha cominciato a rifornire altri piccoli negozi in città e in alcune parti del dipartimento. Sono iniziate le importazioni dall’Italia, con vini, oli e molti altri prodotti tradizionali che la famiglia consumava. I rochenses sono stati soddisfatti degli ottimi prodotti provenienti dalla penisola, richiesti anche dalla comunità italiana che si stava stabilendo nella zona. L’attività importava direttamente da Cuba il famoso zucchero di canna che arrivava in barili di legno e il cui commercio si è diffuso, con quello dei famosi sigari cubani e di altri prodotti. Venivano importati anche strumenti da Europa e Italia, con attrezzature agricole che erano richieste dalla comunità italiana di Rocha, molto esperta di agricoltura.”

 

Forapagliero e Pratto

“Nel 1930 Forapagliero ha comprato la società familiare “Cavallo & Terreno Cia”. Si è trasferito in un luogo più centrale e ha invitato a unirsi alla sua attività il cognato Giovanni Pratto. Con il sostegno dei figli Giuseppe e Vittorio Forapaglero Vinai (mio padre) del ‘21 e del ‘15, e del nipote Juan Pratto. Così è stata fondata la ditta “Forapagliero e Pratto”. Lo sviluppo commerciale dell’attività è stato molto importante. In quel periodo arrivava anche la ferrovia, e i treni merci collegavano Rocha a San Carlos, una cittadina a 100 chilometri di distanza, da dove furono portati gli elementi strutturali delle rotaie, attraverso carri. Le componenti giungevano anche via mare, al porto di La Paloma, 30 km, e poi venivano portati in città su carri a quattro ruote trainati da cavalli. C’erano anche due “Cachilas” Ford T (tipo van), del 1924, di proprietà della società, impiegate per distribuzioni nella zona rurale. In città si impiegavano carri trainati da cavalli. La nuova ferrovia fu attivata nel 1928, con notevoli agevolazioni nei trasporti, fino ad allora difficoltosi e che faticavano a soddisfare le richieste di svariati prodotti. Da un frantoio situato a San Carlos, di proprietà di parenti di mia nonna, si mandavano dei carichi di farina alle chiatte ancorate ad un piccolo molo nel porto di La Paloma. Molti beni venivano importati e l’industria nazionale stava crescendo, in molti settori. Nel 1937 il socio di Don Vittorio andò in pensione e i suoi figli hanno continuato a lavorare per imprimere una nuova svolta alla società, ampliando le categorie di merci “all’ingrosso”. Il commercio si svolgeva con il coinvolgimento di oltre 200 fornitori nella capitale. Nello stesso anno, e su richiesta dei vicini di casa, fu aperta una piccola rivendita di alimentari e bar, in uno dei villaggi nei pressi della città. Purtroppo Vittorio morì giovane, nel 1943, a causa di una malattia crudele. Aveva 59 anni e sono sicuro che avrebbe potuto fare ancora molto di più, grazie alla sua esperienza e voglia di lavorare.”

 

I fratelli Forapagliero 

“Nel 1944 Giuseppe e Vittorio (mio padre), figli di Vittorio Forapagliero, formano la società “Fratelli Forapagliero”, che ha ampliato le categorie di commercio adattandosi ai tempi. A trent’anni dall’apertura, l’attività era già una delle aziende più importanti della città. Ha continuato a importare merci da diversi paesi dell’Europa, soprattutto dalla Germania, da dove arrivavano tutti i tipi di strumenti e forniture per l’agricoltura. Nel 1950, l’azienda è diventata rivenditore -per l’intera area- dei marchi Fiat e Simca, continuando anche il commercio di macchine agricole. José Forapagliero si è ritirato dalla società nel 1960 e mio padre Vittorio Forapagliero Vinai rimase responsabile della società. In quel periodo le società generaliste stavano diventando obsolete, tra l’altro per i termini di pagamento imposti dai fornitori e per via della politica fiscale dello Stato, sempre più aggressivo e complesso. Mio padre ha dovuto prendere decisioni dolorose, per esempio la vendita di parte dell’azienda a un’asta pubblica.”

“Nel 1980 si è ritirato e mi ha lasciato responsabile dell’attività. Conoscevo il funzionamento dell’azienda per cinque anni, perché avevo lavorato da 5 anni nelle filiali, nella logistica delle lane provenienti dalle fattorie di Rocha verso luoghi diversi e infine anche a Montevideo. I mezzi tornavano carichi di prodotti per l’azienda, frutta e verdura. Ho iniziato anche a lavorare su biciclette, ciclomotori, motocicli, generatori leggeri, motoseghe, motori fuoribordo di marca “Yamaha”. Nel 1982 abbiamo iniziato a importare le prime tre moto da cross arrivate in Uruguay dal Giappone, con raffreddamento ad acqua. Erano destinate per i centauri della “Societa Italiana di Rocha”, e uno ero io. Abbiamo portato importanti trofei a Rocha. Ho gareggiato per due anni in un campionato importante in Brasile ottenendo per due volte il titolo di vice-campione. Correvo nella categoria 125cc, nel 1982 e 1983, e sono – in tutta modestia – ancora oggi l’unico rochense ad aver raggiunto un certo livello in questo sport. L’azienda ha cominciato ad essere rivenditore ufficiale FIAT e ha continuato ad esserlo per 20 anni, con molto il successo, fino a quando, nel 2002, la crisi economica e finanziaria del paese ha portato alla chiusura delle banche con le quali la nostra azienda lavorava; con la scomparsa del finanziamento bancario e il declino assoluto del mercato, è diventato impossibile continuare questa attività.”

 

Vittorio Forapagliero Limited

“Quell’anno i miei figli hanno costituito una società a responsabilità limitata e hanno deciso di chiamarla con il nome del bisnonno, per continuare a legare il cognome Forapagliero all’attività commerciale familiare da lui avviata. Il nome completo è Vittorio Forapagliero Ltda. In realtà si dovrebbe chiamare “Don Vittorio”, ma c’è stato un errore di registrazione. Oggi vendono auto, moto, elettrodomestici, mobili e molti altri articoli. In questo modo, la piccola impresa fondata da mio nonno “Don Vittorio” il 28 Agosto 1914, continua a crescere, dopo un secolo di vita. I miei figli portano sulle spalle una grande responsabilità, tenere alto il nome “Forapagliero”, il primo immigrato della nostra famiglia e mi sento sicuro che ce la faranno.”

 

L’orgoglio di essere il nipote di un immigrato italiano

“Sono orgoglioso di essere il nipote di immigrati come Don Vittorio, venuti in questa terra uruguaiana, nobile e accogliente, senza altra fortuna se non l’etica del lavoro e la perseveranza e il rigore, con cui è riuscito a fare centro, lasciando a tutti i suoi discendenti un capitale enorme: la buona reputazione, quella che anche loro sono riusciti a mantenere. Stiamo programmando per settembre una visita di famiglia a Carrù, in omaggio a mio nonno, in occasione del compleanno dell’azienda, che festeggeremo il  28 agosto 2014.”

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

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