martedì, Maggio 18

10 minuti di guardia contro l'oscurantismo Gli ultras religiosi contro le unioni civili con la complicità di un pezzo della gerarchia vaticana

0
1 2


Per i fanatici la questione è sempre la stessa e non si spostano di una virgola, nemmeno per andare a fare pipì. Ritengono che il loro punto di vista sia universale e pretendono che tutti lo elevino a criterio di vita. Questo, se le persone più sensate si adeguassero alla pretesa di cui sopra, darebbe luogo a un ricovero coatto per i fanatici medesimi. Tuttavia, proprio perché ognuno è libero di pensare e vivere come crede, effetti collaterali della democrazia, nessuno finirà con la camicia di forza, sebbene a qualcuno potrebbe giovare.
È proprio questo che non riusciamo a sopportare dei ultras religiosi, l’idea che la loro vita debba diventarela vita‘, una matrice buona per tutte le persone, un pensiero massificante. Inutile ricordare che si tratta degli stessi devoti che vanno in estasi quando qualcuno afferma che l’uomo è unico e irripetibile. Valli a capire.

Vero che piano piano saranno ridotti ad un piccolo club di nostalgici, altrettanto vero che il peso negativo di tale presenza nel nostro Paese alimenta una certa arretratezza culturale in materia di diritti civili. Spiace dovere registrare che quando c’è di mezzo la religione, o perlomeno degli individui che pretendono di parlare in nome di indimostrabili certezze, le probabilità che il progresso faccia un triplo salto mortale all’indietro aumentano considerevolmente. In genere una religiosità equilibrata è consapevole della soggettività dei fenomeni ad essa collegati, per questo riesce ad opporre alle pretese fondamentaliste qualche elemento moderatore, ma nei fanatici tale dimensione autocritica, esattamente come negli schizofrenici e nei paranoici, è assente o compromessa.

La premessa serve a prendere le misure dell’ultima trovata della curva dei cattolici, che vorrebbe contrastare l’approvazione della legge sulle unioni civili, già in passato bloccata da intemperanze simili, magari di alti prelati che usano politici senza dignità, felici di inginocchiarsi in cambio di qualche voto. Sulle unioni civili il blocco dura da circa trent’anni, da quando cioè fu presentata la prima proposta, senza fortuna, come accadde a tutte quelle che seguirono, a occhio e croce una cinquantina.

In realtà non ci sarebbe da preoccuparsi per l’ennesima rappresentazione sul tema, si tratta di comportamenti fisiologici, ogni volta che il mondo cambia qualcuno si spaventa e cerca di fermarlo o di strumentalizzare i cambiamenti per giustificare i propri insuccessi. Quindi non varrebbe nemmeno la pena di agitarsi, l’incedere del tempo è come un carrarmato, niente può fermarlo, neppureUnoradiguardia‘ replicata all’infinito, preghiera permanente anti unioni civili promossa dalla parte del mondo cattolico non ancora informata dell’affondamento del Titanic, del premio Nobel a Luigi Pirandello, della scoperta della penicillina, della morte di Giacomo Puccini e di Maria Montessori, della caduta della monarchia e chissà di quante altre cose ancora, compresa la conclusione del Concilio Vaticano II, che vanamente esorta gli ostinati a sottrarre la propria religiosità alla dimensione mistico-consolatoria.

L’obiettivo della preghiera perpetua è convincere Dio a parlare con i membri del Parlamento italiano affinché ripongano nel cassetto l’intenzione di approvare la Legge che porta il nome di Monica Cirinnà. Con alcuni, in realtà, l’Altissimo si è già sentito, suggerendo loro di presentare un emendamento sulla cosiddetta ‘stepchild adoption’ che, per come è scritta nella proposta della parlamentare del Pd, consentirebbe di adottare il figlio naturale del partner. I ritardatari devono avere pensato che se si aprono i cordoni della borsa, poi tutti si buttano a fare figli per interposta persona, come se fosse un divertimento. Ecco allora il suggerimento ai parlamentari sensibili al voto dei cattolici in piedi, sentinelle a protezione della fortezza Bastiani, sempre in attesa dei nemici, che poi sono sempre gli stessi: la modernità, il progresso, la ragione, la libertà degli altri, la possibilità di scegliere la propria strada senza chiedere il permesso. È incredibile solo pensare che Gesù, capace di mutare il corso della storia con una serie di atti di audacia senza paragoni, possa avere generato protoplasmi di questa natura.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->