martedì, Aprile 20

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10 Dicembre 1847: Goffredo Mameli esegue per la prima volta il ‘Canto degli Italiani’.  Nato nell’allora Regno di Sardegna, Goffredo Mameli fu autore, all’età di 19 anni, del canto che verrà adottato, un secolo dopo, come inno nazionale della Repubblica Italiana. Spinto da un forte spirito patriottico, durante gli anni della  giovinezza fu parte attiva dei moti rivoluzionari che caratterizzarono la Storia d’Italia della prima metà dell’Ottocento. Nel marzo 1848 organizzò una spedizione con circa trecento volontari per coadiuvare le truppe capitanate da Nino Bixio durante l’insurrezione di Milano, conquistando così il grado di Capitano e un posto tra i Mille di Garibaldi. Fu proprio durante il periodo trascorso a Milano che gli venne l’idea di comporre un inno che avrebbe infiammato l’animo del popolo italiano nel prendere le armi contro il nemico invasore. Nacque così ‘Il Canto degli Italiani’, le cui prime strofe riportavano ‘Fratelli d’Italia/l’Italia s’è desta’. Infatti, quando venne presentato la prima volta ai cittadini sul piazzale del Santuario della Nostra Signora di Loreto di Oregina, in occasione del centenario della rivolta del quartiere genovese di Portoria contro gli austriaci, mancavano pochi mesi ai moti del 1848. In questo contesto fu abolita la legge che vietava assembramenti con più di dieci persone e questo provvedimento favorì la diffusione del canto tra la popolazione, tanto che divenne il più intonato del Risorgimento: venne cantato tra le strade di Milano durante le Cinque Giornate del 1848 e lo stesso fu  durante la breve esperienza della Repubblica Romana del 1849. Proprio in occasione degli scontri per liberare Roma dal giogo papale, Goffredo Mameli morirà per un infezione contratta a seguito di ferimento, il 6 Luglio 1849, alla giovane età di 21 anni.

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10 Dicembre 1936: Re d’Inghilterra Eduardo VIII firma le carte istituzionali per abdicare a favore del fratello Alberto, futuro Re Giorgio VI. Salito al trono britannico il 20 Gennaio 1936, dopo la morte del padre Re Giorgio V, fu costretto al trono a rinunciare al Governo dell’Inghilterra, Irlanda e degli altri domini britannici, dalle rigide regole di successione . Il rigido protocollo reale infatti, vietava di contrarre matrimonio con persone già divorziate. Al tempo della sua salita al trono, infatti, l’allora Principe di Galles intratteneva una relazione con l’americana Wallis Simpson, una delle ‘socialite’ più conosciute a quei tempi. La signora Simpson era però già divorziata e in attesa di separazione dal secondo marito, status il suo che contrastava con quello del nuovo Re, capo di diritto anche della Chiesa d’Inghilterra, che non ammetteva il divorzio: Wallis Simpson era sposata di fronte a Dio con il suo primo marito, ed Edoardo non ne era altro che il suo amante. La ferma però intenzione di sposare la donna, innescò la crisi che portò all’abdicazione a favore del fratello minore alberto, Duca di York, che salì al trono l’11 Dicembre di quello stesso anno. In realtà, da documenti  stilati dai servizi segreti di vari paesi, emerse successivamente l’ipotesi che il vero motivo della sua forzata abdicazione derivasse dalle simpatie del Sovrano per il Partito Nazista di Adolf Hitler, tante da averlo indotto a passare informazioni segrete all’allora ambasciatore tedesco a Londra, Joachim von Ribbentrop. Le frequentazioni con esponenti del Partito nazista sarebbero continuate anche dopo l’abdicazione, motivo che portò al suo “confino” nelle isole Bahamas, durante il conflitto.

 

 

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