venerdì, Ottobre 22

012 Factory, formazione per le start-up field_506ffb1d3dbe2

0

Factory

La disoccupazione e l’arretratezza del Sud sono tra le principali emergenze del nostro Paese, ai quali da anni non si riescono a trovare soluzioni efficaci. La difficoltà nel trovare un lavoro, secondo alcuni esperti, porta sempre più giovani e meno giovani a doversi reinventare, creando start-up sulla base di idee innovative che possono più o meno diventare imprese solide. Questa tendenza è riscontrabile nelle regioni del Nord Italia, dove c’è anche una maggiore concentrazione di incubatori, società che hanno un ruolo fondamentale nella fase di start-up di un’azienda, affiancandola in uno dei momenti più delicati e complessi della sua vita. Non potendo contare su un’adeguata diffusione di strutture di questo tipo, al Sud è più difficile pensare a un rilancio economico basato sull’innovazione proveniente dalle start-up.

In questo panorama fa quindi notizia la presenza di un soggetto come 012 Factory, una delle 25 strutture che operano in Campania per la creazione d’impresa nell’ambito della Rete regionale degli incubatori, network promosso dall’assessorato alle attività produttive e coordinato da Campania Innovazione. La volontà di puntare sulle start-up per dare una nuova linfa vitale all’economia del sud, quindi, c’è e 012 Factory si propone in questo contesto come una vera e propria fabbrica di talenti.

012 Factory ha sede nei pressi della Reggia di Caserta, e si propone come un incubatore che aggrega le energie dei giovani che vogliono scommettere su un’idea innovativa e dare vita a un’impresa. Il progetto nasce dall’incontro tra Sebastian Caputo, consulente di Pmi e attualmente project manager di 012 Factory, con un team di 7 startupper specializzati in diversi settori e legati tra loro dalla passione per l’innovazione e dalla spinta a fare impresa. Sette giovani che provengono da un’esperienza positiva di innovazione: Fabrizio Lapiello, esperto di IT; Pietro Nardi, fondatore di YOUng; Gaetano Riccardelli, fondatore di City4Bike; Palmira Tarabuso, esperta di finanza e monitoraggio di start-up; Gianluca Abruzzese, fondatore di un giornale on-line; Enrico Vellante, esperto di economia e sviluppo locale e Paolo Conte, esperto di brevetti. Un team composto quindi da persone competenti nei vari settori che servono per gestire l’incubazione di nuove start-up.

La società si rivolge a universitari, giovani, professionisti e aspiranti imprenditori che vogliono creare business innovativi. Più che altro 012 Factory si definisce come un “centro di contaminazione”, come spiega Pietro Nardi, cofondatore e responsabile mentorship del progetto 012 Academy. “012 Factory” spiega Nardi “si propone come un centro di contaminazione stile Google Campus, ed è interamente gestito da privati. Ci rivolgiamo a tutti coloro che amano l’innovazione e hanno intenzione di condividere il loro sapere per fare squadra”. La fabbrica di talenti di 012 Factory si propone, infatti, di creare attività finalizzate a generare momenti di contaminazione culturale, dando la possibilità ai giovani partecipanti di conoscere ambiti diversi. 012 Factory, come spiega Nardi “è un centro di contaminazione che mira a valorizzare il made in Italy, non ci poniamo come l’ennesimo incubatore, acceleratore, co-working o startup academy. Si tratta di un centro di contaminazione per l’imprenditoria innovativa, ci poniamo come soluzione sia per chi vuole creare aziende ad alto tasso di crescita e sia chi ci vuole lavorare presso queste aziende”.

La gestione di 012 Factory e dei programmi attivati al suo interno trae spunto da alcune esperienze americane di successo. Come spiega Pietro Nardi, si tratta di “un percorso formativo sull’imprenditoria innovativa che usa metodi, processi, tecniche e risorse usate all’Università di Standford, Berkley e alla Singularity University della Nasa, ma abbiamo preso ispirazione anche da InnovAction Lab, Digital Magics e Mind the Bridge. Tutto il percorso formativo è stato adattato alle nostre esperienze di vita e alla qualità degli italiani, in particolar modo al made in Italy che viene ripreso in ogni parte del mondo”.

Niente è lasciato al caso, neanche la scelta del nome. Il codice 012, infatti, come spiega Nardi “ha un significato più o meno specifico: 0 1 e 2 rappresentano infatti i primi passi di un’iniziativa, ma 12 sono anche i moduli dell’Academy e 12 sono i tempi dei programmi, ovvero 6 mesi di Academy e 6 mesi di incubazione”.

Il progetto lanciato in queste settimane si chiama 012 Academy e riguarda la formazione di 30 aspiranti imprenditori, stimolando lo sviluppo della loro idea di business. Fino al 31 marzo saranno aperte le iscrizioni per partecipare in modo gratuito al corso di formazione proposto, che si articola in 12 meeting della durata di 3 ore ciascuno, ma anche in eventi, fasi di condivisione con altre esperienze imprenditoriali di successo e di contaminazione con professionisti di diversi settori. Al termine dei 6 mesi di Academy, un comitato di valutazione formato da rappresentanti dei principali partners di 012 Factory, investitori privati e fondi di venture capital, voterà la start-up vincitrice del concorso “Startup Academy”, che riceverà un finanziamento di 20.000 euro e la possibilità di incubazione per un periodo minimo di 6 mesi.

Come spiega Pietro Nardi, al momento “012 Academy è l’unico programma attivo e si tratta di un percorso formativo sull’imprenditoria formativa che è stato supportato da artisti e imprenditori di fama internazionale. L’Academy ha l’ambizione di essere una soluzione a due obiettivi principali: il primo è quello di aumentare la qualità dei progetti e il secondo è quello di creare aziende innovative o innovare quelle esistenti”. Ci sarà spazio anche per gli eventi che, come sottolinea Nardi “non saranno solo di tipo tech, ma anche fiere gastronomiche, festival dei cortometraggi, spettacoli di teatro e mostre di quadri. È questo, infatti, il nostro approccio: stimolare le capacità multidisciplinari per equilibrare alcune dinamiche dei progetti e renderli così più competitivi”.

Il progetto 012 Academy non è sicuramente il primo percorso di formazione orientato allo sviluppo delle idee innovative, ma ha alcune caratteristiche particolari. “Prima di tutto è gratuito”, sottolinea Pietro Nardi. “Il secondo aspetto che ci differenzia è la struttura, il terzo risiede nel processo formativo. Nel settore start-up o c’è l’Academy oppure c’è l’incubatore, ma quelle poche realtà che hanno questi due programmi non hanno comunque un’attività di contaminazione a 360 gradi, e non parlo solo di eventi per le start-up, ma anche di festival dei cortometraggi, fiere gastronomiche, eccetera”.

Il percorso previsto da 012 Factory prevede momenti di collaborazione, ma anche momenti di competizione. Dei 30 candidati ammessi all’Academy solo uno riuscirà a vincere il premio per il progetto più innovativo, aggiudicandosi un vantaggio enorme per l’avvio della sua attività. Il progetto che vincerà la prima edizione della 012 Academy, infatti, come spiega Nardi “entrerà di diritto nell’incubatore di 012 Factory. In genere l’incubatore dura 3 o 6 mesi, in cambio di equity ti affiancano a circa 3-4 mentor che ti propongono un fondo finanziario di 30.000 euro. Noi, invece, affiancheremo ai candidati circa 12 mentor, faremo visite guidate presso le aziende e daremo 20.000 euro. Per il lato investitore, quello che ci differenzia è anche un altro aspetto: sto parlando della società di revisione che gli investitori usano quando ci sono di mezzo grosse cifre in ballo e che ha un costo enorme. Da noi la società di revisione per i progetti che incubiamo sarà un servizio incorporato. Abbiamo scelto di farlo per avere maggiore controllo e per tutelare ancora di più l’investitore, ovvero venture capital, incubatori, partner industriali ecc. Vogliamo fare rete”.

Motivazione e merito sono alla base del percorso formativo lanciato da 012 Factory. “Sembra banale ma non lo è per niente” spiega Nardi. “Le persone possono anche essere competenti in una materia, possono anche essere in grado di realizzare delle idee valide, ma se non c’è la giusta motivazione non si va da nessuna parte. Non si potrà avere quella marcia in più che cerchiamo. La nota più importante che ho visto nel settore delle start-up è la meritocrazia. Se ce la fai è perché lo meriti”.  

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->